I Dammusi di Ponente: Pantell. Gloria consiglia

Villaggio di dammusi da privato - Relais - Alberghi

I Dammusi di Ponente :

Pantelleria è un'isola per tutti i gusti:.Pantelleria è un'isola per tutti i gusti:.

Sport di mare, subacquea,trekking, cure termali, mare, pesca, birdwatching, archeologia, collezionismo di minerali. Grande è il fascino di questa isola che annovera numerose e suggestive contrade, la maggior parte delle quali conserva il nome arabo. Un tour alla scoperta della 'Perla Nera' è immancabile. Partendo dai DAMMUSI DI PONENTE il periplo dell'isola si può compiere grazie alla strada perimetrale, da percorrere magari in moto per assaporarne di più le emozioni che il panorama offre, tra roccia e mare.

BAGNI E SAUNE NATURALI: DAI DAMMUSI DI GLORIA A SIBA' SINO A DIETRO L'ISOLA

Il tour consigliato da Gloria parte da Scauri, raggiungibile in pochi minuti. Da qui, attraverso una strada interna, si arriva a Sibà, dove si trova il più bello dei 'bagni asciutti' che, con il suo interno saturo di vapori, è una vera e propria sauna naturale. La cavità si raggiunge dal parcheggio dopo circa dieci minuti, lungo un sentiero immerso nel verde. L'ingresso è libero. Da qui chi ama il trekking può arrivare sino alle favare, le sorgenti di vapori nelle contrade Favarelle e Serraglia. Dopo una sosta di qualche ora si potrà riscendere verso Scauri e proseguire lungo la perimetrale. Le discese a mare - tra le quali Balata dei Turchi - di quella zona consentono di immergersi in acque cristalline dai fondali pieni di posidonia. Da non perdere il panorama che si può godere dal Picco di Saltalavecchia, uno strapiombo verticale a picco sul mare.

PANORAMI MOZZAFIATO: VERSO TRACINO E KHAMMA

Il tour continua verso Tracino e Khamma. Ma prima di arrivarci, una deviazione lungo la perimetrale consente di raggiungere anche la grotta Martingana e la splendida Cala Rotonda. A Khamma, quest'ultima contrada della sorgente calda, si può godere del paesaggio delle cale Tramontana e Levante e, affacciandosi dall'estremità della punta, di osservare il Faraglione di Tracino. Si può seguire anche il piccolo sentiero che permette di arrampicarsi sopra la 'groppa' dell'elefante di Punta dell'Arco. Un altro viottolo consente di raggiungere la deliziosa caletta chiamata Sutta Mattè che si apre nella Cala Tramontana.

DOCCIA SCOZZESE, A GADIR L'ACQUA CALDA GRATIS

Lungo il periplo che vi porta verso Pantelleria centro si arriva al porto di Gadir, piccolo villaggio di pescatori eletto a residenza estiva dello stilista Giorgio Armani. Poco oltre il porto di Gadir si trovano due vasche scavate direttamente nella lava, nelle quali si può entrare uno alla volta e che vengono riempite costantemente da rivoli d'acqua calda provenienti da una vicina sorgente sotterranea. Gloria consiglia un ottimo esercizio per la circolazione sanguigna: immergetevi in una vasca per circa 4 minuti e, dopo, fate un bagno a mare. Ripetete questa doccia scozzese per tre/quattro volte, il risultato è un benessere straordinario.

DAL LAGHETTO DELLE SIRENE AL LAGO DI VENERE

Risalendo da Gadir si prosegue per la perimetrale verso la città. Tappe obbligate sono il faro di Punta Spadillo, da dove uno stretto sentiero conduce al laghetto delle Sirene o delle Ondine, che si riempie d'acqua durante le mareggiate. Poco vicino è immancabile un bagno a Cala Cinque Denti. Arrivati a Kartibugal un bivio vi porta al lago di Venere, acceso di colori e molto suggestivo all'alba. Il lago è alimentato da due sorgenti termali sotterranee che sgorgano ad una temperatura variabile tra i 30 e i 60 gradi. Lungo la circonferenza si trovano i fanghi solforosi medicamentosi che, al piacere di un buon bagno permettono di unire quello di ottenere una pelle vellutata. Gloria vi consiglia come: immergetevi nel lago per una quindicina di minuti nel punto in cui sgorga la sorgente. Usciti dall'acqua, cospargetevi del fango che si trova lungo le sponde e fatelo ben seccare al sole finchè il suo colore diventerà molto più chiaro, quindi lavatevi nelle acque del lago e il gioco è fatto.

DAL CENTRO A SATARIA, TRA CASTELLI E GROTTE

Arrivati nel centro di Pantelleria degno di nota è il Castello Barbacane. L'antica costruzione-fortezza, grazie ad un recente restauro, ha riottenuto l'antico splendore. Proseguendo verso i 'DAMMUSI DI PONENTE', un bivio indica di poter raggiungere San Vito dove si trovano le grotte labirintiche di Gelfiser. Continuando lungo la perimetrale ci si imbatte nella località Mursia, dove sorgono i sesi, enormi 'tombe' semisferiche costruite con pietre vulcaniche a blocchi irregolari. Vale la pena fare una capatina anche sugli scavi archeologici tutt'ora in corso. Prima di arrivare alle 'Case di Gloria' si può scendere, per un bagno salutare, alla grotta di Sataria, che, secondo la leggenda, sarebbero state utilizzate da Ulisse e dalla sua ninfa Calipso per i loro incontri. Qui due ampie vasche d'acqua calda consentono momenti di vero relax mentre la mente vi riporterà alla mitologia.

La storia dell'isola

Una storia lunga secoli, quella di Pantelleria, terra di conquiste e punto d'approdo di popoli viaggiatori.

L'origine dell'isola è legato ad un misterioso popolo preistorico che la abitò, vivendo di caccia e dei frutti spontanei della terra.

I 'sesi', i grandiosi monumenti di forma semisferica - che ancora oggi si possono visitare - proteggevano il sonno eterno dei defunti.

In età storica l'isola fu frequentata dai Fenici e dai Cartaginesi che la chiamarono 'Irannim', cioè struzzi, probabilmente perchè paragonavano i sesi ad uova di grandi uccelli, associandoli al loro uso di porre un uovo di struzzo accanto ai defunti.

I Romani la chiamarono poi 'Cossura'.

Flagellata per secoli da saccheggi, intorno all'860 fu colonizzata da contadini siciliani musulmani di origine berbera. A loro si deve l'introduzione della coltivazione dell'uva zibibbo e degli agrumi.

Nel 1098 gli Arabi vennero cacciati dalla Sicilia e da Pantelleria e ogni popolo nuovo che vi arrivò gli diede un nome diverso.

Così l'antica 'Irannim' fu chiamata 'Gusiras' dai dirimpettai africani e 'Bent el Rhia' (figlia del vento) dagli Arabi. Così diventò Pantelaream, Pantellaria e, finalmente, Pantelleria.

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