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| LE PROCESSIONI SACRE DELLA SETTIMANA SANTA |
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Erano un tempo il più grande spettacolo per i panteschi. La processione più solenne era quella del venerdì santo. Nella chiesa matrice era Gesù in croce, e il prete (che tante volte era un predicatore venuto da fuori) teneva la cosiddetta predica delle sette parti, che rievocava la passione di Nostro Signore Gesù Cristo e che non finiva mai. Io ricordo che quella predica mi faceva smaniare dimpazienza, al tempo della mia fanciullezza, smanioso come ero di partecipare alla processione. Quando, come Dio voleva, linterminabile sermone aveva fine, si procedeva alla deposizione del Cristo, che veniva schiodato dalla croce e deposto in un cataletto; quindi usciva la processione formata dal simulacro della Madonna Addolorata e dal Cristo sul cataletto, dai preti e da una sterminata folla di fedeli, accorsa da tutta lisola. La processione percorreva quasi tutte le vie cittadine e finalmente rientrava in chiesa. Accompagnavano la processione un indescrivibile cancan, di tricchetrácche, strumenti fatti di due piastrelle di legno, che battevano fragorosamente luna contro laltra, e di trombe, cherano gusci di grossi molluschi marini, dallassordante boato, e limmancabile extra corteo di venditori ambulanti di ceci abbrustoliti e simili, che in quei giorni facevano affari doro...
Angelo DAietti - Il libro dellIsola di Pantelleria - parte III - cap. II - pag.347/348 - foto diPeppe DAjetti. |
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