LO SPETTACOLO DEL MARE
Avvertiamo senzaltro chè uno spettacolo di gala; chi lascia Pantelleria senza averla visitata dal mare, non può dire di averla conosciuta, giacché non ha ammirato la sua più affascinante scena: la costa e le sue grotte. In questo spettacolo la costa non è lunica attrice; è difficile che in un dramma reciti un solo personaggio, sarebbe un noioso monologo. Oltre alla costa, di là di essa, si affaccia e recita un altro attore, lentroterra, fatto di monti, di cúddie, di vallate, di distese di verde, di distese di nera lava, di caseggiati che paiono presepi... qualcosa talora di fiabesco, che entra in scena di prepotenza ed esige la sua parte.
Per tutto questo itinerario assisterete alla lotta di seduzione di questi due attori, che cercano di sopraffarsi, di estromettersi a vicenda dalla scena con alterna fortuna.
Dove la costa si fa bassa prende il sopravvento lentroterra, e viceversa, quando la costa sinnalza, lentroterra soccombe, si degrada al ruolo di semplice comparsa e riprende il sopravvento la costa, con le sue adorabili guglie, con i suoi pinnacoli, con i suoi merletti di lava, con i suoi strapiombi vertiginosi, con i suoi paurosi dirupi, con i suoi spaccati di rocce variopinte, infine con le sue mirabili grotte...
La roccia di Pantelleria, che allesterno è brutta e arruffata, in queste grotte è stata scalpellata e scolpita a regola darte, foggiata e modellata in forme geometriche e ordinate. La roccia, più omogenea e compatta della lava comune, ha il colore che nel linguaggio della moda si dice fumo di Londra, su cui il ferro, la componente più frequente della roccia di Pantelleria, spruzza pennellate di ruggine. Sono tutte immerse, in parte o interamente, nellacqua, alla cui opera di erosione si deve la loro generazione. A pelo dacqua, le incrostazioni marine stendono cimose di tanti colori, talune verdi, talune bianche, talune amaranto... Il fondale è un sontuoso tappeto, intessuto di tante pezze, di tanti colori; è linterno di queste grotte un cocktail di colori, di luci, di riflessi, del quale si esce ubriachi
Angelo DAietti - Il libro dellIsola di Pantelleria parte IV - cap. VII - pag. 419/420 - foto di Klaus Peter Fischer.