ACROPOLI, AEROPORTO, MONTAGNA GRANDE
Ultimo grande spettacolo in questa zona, la Favára Grande (11/25), che non è lunica nel posto, giacché tutto il terreno circostante al colle di Fossa del Rosso (11/25) è affollato di faváre di tutte le misure; nesuna però è grandiosa quanto la Favára Grande, la favára regina. Essa evapora da una crepa del terreno in un altipiano incassato tra la Fossa del Rosso e lestrema propaggine sud della cresta della Montagna Grande, la quale pare un mostro antidiluviano che si pencoli, dallalto dei suoi ottocento metri, a curiosare sulla scena imponente. Solo qualche sporadica costruzione rustica disabitata mostra le tracce delluomo; per il resto si ha la sensazione del deserto, della solitudine, in questo fondo di montagne, nel quale, in un canto, la Favára che fumiga fa pensare a un grande braciere sotterraneo, acceso in onore di una misteriosa divinità.
Lo sbocco della Favára (in realtà sono più duno, affiancati), guarnito di frasche, sulle quali le folate di vapore vanno a imbattersi, condensandosi in rivoli dacqua, appare un pittoresco presepe variopinto. La roccia degli orifizi è in parte arrossata e in parte carbonizzata dal flusso del vapore bollente; lumidità perenne alimenta una vegetazione muschiosa, che chiazza la roccia di verde. Contemplando il vapore risolversi in acqua, ci si ricorda di Dante, dellumido vapor che in acqua riede...
Angelo DAietti - Il libro dellIsola di Pantelleria parte IV - cap. III - pag. 405 - foto di Vincenzo De Pasquale.