IL DAMMUSO: LEPOCA DEL TAIU
...Noi, nellepoca del táiu, siamo sulle rovine di una splendida città e di una splendida civiltà, quelle di Cossíra, un nome magico che ci proietta un paese delle meraviglie, un paese di tante meraviglie, tra le quali un dovizioso caseggiato, che sfoggia tanti abbellimenti e ornamenti, tante finezze e raffinatezze... e ora, da tanto splendore, siamo a tanto squallore!
Non infastiditevi, lettori, del nostro pianto; le vicende delle pietre murate sono le vicende degli uomini che le hanno architettate. Quando mancano le scritture, sono le pietre a narrare le vicende umane; tante volte basta una tegola per comporre un brano di storia.
Il ddammúsu dellepoca del táiu ci narra la storia, che nessuno ha provveduto a scrivere, dellagghiacciante rovina, della spaventosa frana di una popolazione della nostra isola, prospera e felice, che disponeva di una flotta, che batteva moneta, che pavimentava di mosaici i suoi edifici di riguardo.
Quanti eccidi, quanti stermini, quante distruzioni hanno ridotto quegli uomini-signori a questi loro epigoni uomini-cenci che, per costruirsi un tetto, si arrabattano ad impastare la terra con lacqua? Come non sostare, sgomenti, alla visione dellallucinante tragedia!
Angelo DAietti - Il libro dellIsola di Pantelleria
- parte I - capitolo - V - pag. 51 - foto di Vincenzo De Pasquale.