LIDROGRAFIA OVVERO LA SETE PANTESCA
Lisola di Pantelleria, generata dal vulcano, ha avuto per balia la siccità, una balia ovviamente asciutta, una balia sadica, che non ha mai cessato dal tormentare il suo cucciolo. La storia della gente pantesca potrebbe, infatti, intitolarsi anche storia di una popolazione assetata, una storia che è arrivata a farsi allucinante, che ha toccato punte di follia. Dopo una filata di annate aride, un certo giorno che non siamo ancora riusciti a datare, gli abitanti della costa sud dellisola, dirimpettaia alla costa tunisina, la più esposta alla calura del sole, al colmo della disperazione e dellesasperazione, dinnanzi allo spettacolo delle colture che deperivano e perivano per la grande arsura, uscirono di senno: il cervello, infocato, suggerì loro lidea di un maleficio, e simbestialirono contro una povera vecchia del luogo, chera in fama di stregoneria, ai cui sortilegi si attribuì la causa della tremenda carestia. La disgraziata fu buttata giù dallaltura che dallora si chiamò Salto La Vecchia (14; 15/25; 26), un orrido strapiombo sul mare, che dà le vertigini al solo affacciarsi da esso. Dopo un volo di quasi trecento metri, il corpo della sventurata andò a sfracellarsi sulle rocce sottostanti... non cè dubbio che la morte dovette essere di schianto, se non si verificò in anticipo, a causa dello spavento; tuttavia gli imbestialiti non cessarono dalla loro furia e bersagliarono il misero fagotto con una pioggia di pietre, fino a seppellirlo...
Angelo DAietti - Il libro dellIsola di Pantelleria - parte I - cap. VIII - pag.95 - foto diPeppe DAjetti.